Giovanni Paolo II: l’input per accorrere in aiuto dell’Africa

Giunti alla beatificazione di Papa Giovanni II, è importante parlare di ciò che questo grande uomo ha portato avanti durante il suo pontificato.
Vorremmo soffermarci sull’iniziativa che,a partire dal 1991 vede protagoniste tre parrocchie di Roma, S. Frumenzio, S. Ippolito e S. Timoteo, rispettivamente del IV, III e XIII municipio, che, proprio grazie all’intervento del papato, hanno avviato un validissimo progetto tutt’oggi attivo e propositivo.
Oltre alle numerose iniziative umanitarie portate avanti da papa Wojtyla, egli annovera anche ”il vanto” di aver dato una scossa fondamentale al fine di avviare una serie di interventi nei territori più disastrati dell’Africa. ‘’L’Africa muore, serve aiuto’’ : è proprio attraverso questa affermazione che il papa Giovanni Paolo II, dopo aver appurato la situazione di grave disagio in cui versava il territorio africano, ha dato un importante input al mondo dei fedeli e non solo al fine di avviare un piano di aiuti nelle zone africane povere e sottosviluppate; tra queste il Mozambico, la zona di degrado più assoluto causato dalle guerre civili che videro il tramonto solamente negli anni 90.
In un primo momento, le chiese romane in questione , più che un piano di aiuti,hanno fornito un soccorso immediato al Mozambico, straziato e lacerato dagli eventi bellici avvenuti nel periodo precedente. Quindi, i missionari, inizialmente si sono concentrati sull’emergenza fame/caldo/malattie costruendo case di mattone e istituendo all’interno del villaggio una sorta di spazio,’’posto de saude’’,in cui operavano medici e infermieri.
Successivamente, terminato il periodo di emergenza, si è deciso di concentrarsi maggiormente sull’aspetto formativo; l’istruzione, la vera piaga della zona, rappresenta un barlume di speranza per quei bambini e quei ragazzi che sognano un futuro diverso da quello a cui sembrano destinati, un futuro tramite il quale realizzare aspirazioni e progetti.
Difatti, anche grazie ai 250 volontari circa che fino a questo momento hanno dato il loro sostegno e supporto all’Africa, si è potuto costruire, sul piano dell’istruzione, un asilo attivo per 150 bambini che assicura un pasto al giorno, 3 aule scolastiche per la scuola primaria, 32 borse di studio annuali per giovani che vogliono continuare la scuola secondaria ed eventualmente l’università, corsi di formazione ecc… Oltre a ciò, le missioni d’aiuto hanno permesso la costruzione di una chiesa e di un centro per anziani.
La scuola però,si trova a 10 km dal centro abitato ed è completamente piena,nonostante ogni classe è composta da 40 ragazzi e ci sono tre turni di lezione, mattina pomeriggio e sera(i bambini di quest’ultimo turno devono inoltre percorrere il lungo tratto a piedi di notte per poter tornare nelle loro abitazioni); per questa motivazione servono ancora fondi per poter istituire altre strutture al fine di ospitare tutti i ragazzi che hanno diritto alla scolarizzazione in egual misura.
Grandissima esperienza formativa è quindi questa organizzata dalle tre parrocchie capitoline. I ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa come missionari sono entusiasti dell’esperienza vissuta, un’esperienza che li ha arricchiti nel profondo e ha permesso di apprezzare le piccole cose della loro vita quotidiana, spesso disprezzata per futili motivi.
