Basket, Il Panathinaikos vince l’Eurolega

Rispetto alle altre superpotenze del continente, il Panathinaikos ha cominciato tardi a vincere in Europa: la prima finale e prima consacrazione della squadra ateniese risale al 1996. Da quell’anno in poi, però, i Greens si sono trasformati in cannibali e hanno imparato a sbagliare pochissimo, anzi, praticamente mai. Settima finale, sesto titolo per il Pana, il terzo nelle ultime 5 stagioni in cui ha vinto in tutti gli anni dispari. E ottavo titolo in carriera per Obradovic, perché niente accade per caso.
L’asse portante, artefice di tante vittorie in tante battaglie, non stecca la partita più significativa della stagione, quella che, simbolicamente, rappresenta la redenzione dal fallimento totale della scorsa annata, quando il Panathinaikos salutò anticipatamente l’Europa perdendo alle Top16 contro il Barcellona e il Maroussi: Diamantidis, MVP delle FinalFour (seconda volta dopo quella del 2007) e fresco dell’ennesimo premio di miglior difensore della stagione, dispensa lezioni di pallacanestro con 16 punti, 5 rimbalzi e 9 assist, e dall’altra parte del banco apprende benissimo Mike Batiste, implacabile nel verniciato con 18 punti e 6 rimbalzi. Il Panathinaikos si regge sui suoi due leader nei primi due quarti, e quando finalmente gli esterni cominciano a scaldare le mani (13 punti per Sato, 14 per Nicholas), il Maccabi, mutilato per l’assenza di Doron Perkins e affossato da uno Schortsanitis impalpabile, si rende malamente conto di essere troppo piccolo, leggero e inesperto per reggere il confronto.
Pick’n'roll e palla sotto: invenzioni di Diamantidis e fisicità dei lunghi. Il Panathinaikos comincia così e cavalca questo copione per l’intero primo tempo, banchettando nel verniciato e chiudendo costantemente l’ombrello in mezzo all’area: il Maccabi scricchiola, non riesce ad avvicinarsi al canestro (4/21 da due all’intervallo lungo) ma resta in partita con le triple (6/13), il fuoco vivo di Eidson, autore di un grandissimo prima metà di gara, e la saggezza di Blu in uscita dalla panchina (33-30 Pana al 20′).
Jeremy Pargo si vede a sprazzi (9 assist ma anche 6 palle perse), ma le sue penetrazioni spacca-caviglie a inizio ripresa permettono al Maccabi di gustare un effimero punticino di vantaggio: ma il Pana, fino a quel momento in incredibile difficoltà nell’aprire la scatola dal perimetro, pesca un parzialone di 16-4 costruito con due bombe a testa di Sato e Nicholas e una schiacciata violenta di Fotsis. L’ex-Montepaschi segna la tripla che lancia i Greens sul +11(43-54) al termine del terzo quarto e il Pana riesce a gestire la doppia cifra di vantaggio a lungo, fino a quando il redivivo Eliyahu e Pnini riaccorciano sul -7.
Con uno Schortsanitis completamente fuori giri, Blatt cavalca il quintetto piccolo, rapido, veloce, pericoloso dal perimetro, ma il rovescio della medaglia lascia la coperta corta in mezzo all’area, e quando i greci cominciano a servire con costanza Batiste la forbice si riallarga. Nicholas sembra uccidere la partita con un canestro dal perimetro per il 56-67, ma il Pana perde troppo presto la concentrazione, e dà la possibilità al Maccabi di riportarsi sul -5 con Eliyahu (64-69) a 1’20″ dalla sirena: il possesso pesa, i greci giocano lunghi, fino a quando Diamantidis pesca Batiste con un passaggio laser per il canestro della staffa. Qualche errore dalla lunetta nello stillicidio finale dei tiri liberi dà l’ultima illusione a Eliyahu per il -4 a 19″, ma ormai è tardi, e la festa è tutta verde.
