Mag-News ha intervistato il giovane pallavolista Stabiese Pasquale Irto che ha raccontato al magazine la sua esperienza da giocatore in una squadra della provincia di Napoli, in particolare la Pool Stabiae Volley di Castellammare di Stabia. Ci ha raccontato tutto il suo percorso fino ad oggi, tra sacrifici e infortuni, per uno sport che ama profondamente.

Ciao Pasquale, partiamo con una classica domanda.

1-Presentati ai lettori di Mag-News.

1-Salve a tutti, mi chiamo Pasquale Irto ho 23 anni e sono alto 192 cm.

2-Hai fatto altri sport prima di avvicinarti alla pallavolo?

2-Si, ho provato come tutti i bambini la strada calcistica, ma con scarsi risultati. Ho giocato qualche mese anche a basket, ma non ero convinto che fosse lo sport adatto a me.

3-Cosa o chi ti ha avvicinato alla pallavolo?

3-Mi sono avvicinato al mondo della pallavolo grazie ad alcuni amici di classe, quindi è una passione che si è creata con il tempo, che però oggi puo’ darmi qualche altra aspettativa.

4-In quale squadra giochi oggi e in che ruolo?

4-Ho giocato e gioco da 7 anni a C\mare di stabia nella Pool Stabiae Volley, dove sono cresciuto pallavolisticamente. Sono partito con le giovanili fino ad arrivare ad affrontare un campionato nazionale di B2. Quando ho cominciato ho provato un po tutti i ruoli, anzi siccome ero alto solo 169 cm i miei allenatori mi spostavano in altri ruoli per vedere quale fosse quello più ideoneo a me. Da 4 anni però il mio ruolo è quello dell’opposto.

5-Qual’è il rapporto con i compagni di squadra fuori dal campo?

5-Il rapporto che ho con gli amici di squadra è sempre stato ottimo sia dentro che fuori dal campo, anzi sicuramente fuori dal campo abbiamo modo di poterci rilassare un po’ e se ci riusciamo cerchiamo di non parlare di volley.

6-Durante il campionato quante ore a settimana ti alleni e quali sacrifici sei costretto a fare?

6-Durante il campionato mi alleno 4 giorni alla settimana per 2 ore e 30 minuti circa a seduta per arrivare alla partita di campionato che si disputa di solito il sabato. I sacrifici da affrontare se così si possono chiamare sono tanti a partire dal tempo che dedico a questo sport, al fatto di dover passare la maggior parte dei week-end fuori. Però quando poi si è in campo il resto non conta.

7-Facendo riferimento ad un tuo infortunio, come ti sei posto di fronte a tale problema. Come l’hai affrontato?

7-Allora per quanto riguarda il mio infortunio principale, ovvero quello alla schiena, è stato quello più doloroso, ma soprattutto più lungo da curare. I primi dolori ho cominciato ad accusarli verso la fine di novembre 2010, però si pensava alla solita infiammazione muscolare visto che molti alteti che fanno sport sono soggetti a piccole infiammazioni muscolori dovute a troppi allenamenti o alla mancanza di stretching o alla sbagliata esecuzione. Siccome sono sempre stato testardo continuavo ad allenarmi nonostante il dolore, arrivando a bloccarmi del tutto a metà dicembre. Dopo vari esami è risultato che avessi l’ernia al disco!
I primi mesi sono stati i più difficili sia dentro che fuori la palestra, dato che il dolore era molto forte e poi non poter giocare era ancora più stressante. Dopo qualche mese ritornai in palestra a fare un po di esercizi specifici, ma sapevo che il periodo di riabilitazione non era breve e che per tornare completamente in forma dovevo lavorare bene in palestra e cercare di non abbattermi.
E’ passato più di un anno e anche se non ho più dolore devo comunque fare molto riscaldamento prima di allenarmi e stretching dopo per non fare infiammare di nuovo la zona interessata.

8-Il calcio continua a farla da padrone in Italia e in televisione, mentre gli altri sport vengono alla luce solo durante eventi importanti.
In molte realtà provinciali qualcosa sta cambiando e si da maggiore spazio e importanza alle proprie squadre, di qualsiasi sport si tratti.
A Castellammare di Stabia pensi che le altre realtà sportive, al di fuori del calcio, abbiano vita facile?

8-Come tutte le città del sud realtà sportive come la pallavolo, basket, rugby, ginnastica artistica etc.. non hanno vita facile perchè il calcio ha sempre attirato la maggior parte delle persone. Spero che questa situazione possa cambiare e che magari ci possano essere dei sostentamenti da parte di qualcuno.

9-Quali sono le altre passioni di Pasquale oltre la pallavolo?

9-In verità mi piacciono tutti i tipi di sport dalla pallavolo, basket, tennis,c alcio.Mi piace tanto guardare film al cinema e anche se non l’ho fatto molto mi piacerebbe viaggiare tanto e vedere nuovi posti.

10-Dove ti vedi tra dieci anni?

10-In verità non so cosa farò tra 10 anni, non è che ci pensi tanto, però spero di giocare ancora a pallavolo :-)

Grazie Pasquale e in bocca al lupo!

Grazie a voi ciao a tutti!!

Intervista di Angelo Di Pino