Ciclismo, Tour de France: Perchè così tante cadute?

Più che il Tour de France, fino a questo momento è stato il Tour de Carnage, il Tour degli incidenti e delle cadute. La prima settimana della Grande Boucle è assomigliata più che altro ad una corsa ad eliminazione: dopo le prime nove tappe, sono già 19 i ciclisti che hanno lasciato le strade francesi, vale a dire il 9.09% degli iscritti.
Non è un record assoluto, ma manca davvero poco, visto che l’anno nero del Tour è il 2003, con 26 ritiri, pari il 13.13% del totale dei partenti. E sono già tanti, soprattutto, i big che hanno dato l’addio:Janez Brajkovic , Tom Boonen,Bradley Wiggins, Chris Horner, Jurgen van den Broeck, David Zabriskie e Alexandre Vinokourov. Ma c’è una spiegazione per questo altissimo numero di ritiri? Abbiamo provato a chiederlo a Laurenzo Lapage, direttore sportivo dell’Astana, che ha toccato aspetti emotivi e motivazionali.
“La prima settimana del Tour è sempre nervosa. Forse il problema sta nel fatto che non ci sono abbuoni, e dunque tutti hanno la possibilità di prendere la maglia gialla e non c’è una squadra che controlli la corsa per davvero. La zona di partenza, poi, è molto ventosa, e questo rende i corridori nervosi, e poi negli ultimi giorni ci sono stati problemi per la pioggia. Di solito quando si pedala in testa al gruppo non ci sono problemi, ma se qualcuno cade davanti allora è normale che in tanti restino coinvolti. Ma è il ciclismo, e queste sono cose che succedono”.
Ma nervosismo ed emotività a parte, esiste anche un secondo problema di fondo, almeno secondo quanto ci spiega Richard Virenque, opinionista d’eccezione per questa edizione della Grande Boucle: il sette volte vincitore della maglia a pois “accusa” i nuovi materiali, cui i corridori non si sarebbero ancora abituati.
“I copertoni, insomma, il materiale di cui sono fatti, è un po’ più rigido. Forse c’è meno inerzia, ma la frenata è differente, e non si può più sbagliare. In una discesa con strada bagnata, quando devi frenare con una ruota in carbonio, la frenata non è più dolce, ma molto violenta. E i corridori più nervosi, che frenano più degli altri, rischiano di cadere”.
