Tennis, Roger Federer compie 30 anni

Certi campioni nascono una volta ogni cent’anni, più o meno. Il tifo, in questi casi, non c’entra nulla, perché non si possono disconoscere i meriti di chi ha vinto così tanto e con una certa dose di classe. Perciò, anche se i risultati non sono più quelli di un tempo, è giusto celebrare oggi con il dovuto onore un uomo che per il tennis ha fatto tanto e che può fare ancora molto.
Stiamo parlando di Roger Federer, campione svizzero che in data 8 agosto 2011 festeggia 30 anni. E’ difficile scadere nel banale quando si parla di Fed-Ex, perché di parole per lui se ne sono spese davvero tante. Ad alto livello sin dal 2000, Roger raggiunse la vetta della classifica ATP per la prima volta nel febbraio del 2004, da lì rimase il re incontrastato delle graduatorie fino ad agosto del 2008, quando dovette cedere la leadership a Rafael Nadal; gliela portò via nuovamente nel settembre del 2009, fino a giungo del 2010. Da lì è cominciato quello che in molti pensano sia il declino di un eroe.
Se però il declino deve essere così, probabilmente in molti firmerebbero per essere al suo posto, perché nel frattempo, da quel momento, Roger è oscillato dalla seconda alla terza posizione, senza mai andare più in basso. Anche adesso che vince meno rispetto a una volta e che gioca meno tornei, è stabile terzo tennista del mondo (alle spalle di Novak Djokovic e Rafael Nadal) e Andy Murray alle sue spalle è ancora lontano
Per molto tempo è sembrato a tutti un alieno: dopo i primi anni di intemperanze, quando la sua proverbiale eleganza ancora non era sbocciata e l’allora ragazzo di un decennio fa si presentava sui campi con il codino, Roger imparò a non scomporsi più ed essere un tennista impassibile. In tanti perciò non lo amavano, considerandolo troppo freddo e poco emozionale. Dopo la malattia (una fastidiosa mononucleosi che gli ha fatto perdere tempo, energie e punti in classifica) e complici il matrimonio e la paternità di due gemelle, oggi ritroviamo un Federer più umano, rilassato e capace di esultare per un bel punto. O di piangere sconsolato nel caso di una sconfitta importante e inattesa.
