Scuola: la popolarità conta più dei buoni voti

Un dato che certamente ha dello sconcertante, sicuramente specchio dei nostri tempi dove i ragazzi sono un pò vittime o schiavi della televisione ma anche di social network come Facebook che regala a illustri sconosciuti una sorta di popolarità e notorietà che non esiste davvero ma è solo una pura illusione e cosi anche a scuola essere accettati, essere popolari è la principale preoccupazione anche prima di prendere un buon voto, essere popolari aiuta ad affrontare la scuola in maniera più positiva.
Lo psichiatra esperto di adolescenti Gustavo Pietropolli Charmet ha affermato in merito che Il sentimento che muove i ragazzi non è più la paura etica,ma una paura estetica non legata al sentimento di colpa, ma a quello della vergogna.
È da questo concetto che dei ricercatori dell’università di Chicago hanno svolto uno studio volto a spiegare come nel momento degli esami, a parità di capacità intellettuali ci sia chi riesce meglio di altri. Presi in esame 70 ragazzi universitari impegnati in un test di matematica ai quali dopo la prova è stato prelevato un campione di saliva per vedere quanto cortisolo (l’ormone dello stress) fosse presente nel fatidico momento. I risultati del test hanno mostrato come tra i meno dotati il livello di stress non influisse sul risultato, Sian Beilock che ha coordinato il lavoro, ha spiegato che: Tra quelli candidato ai voti più alti, invece, l’effetto esame metteva in luce l’idea che il ragazzo aveva di se: se era convinto di essere bravo in matematica, la pressione psicologica non faceva che potenziare i i risultati; se invece, a pari capacità, si sentiva insicuro,la tensione finiva per penalizzarlo.
