Dopo il successo negli Stati Uniti, è ora disponibile anche nelle librerie italiane

“UNA DIVERSA FOLLIA”:

LA PRIMA GUIDA EMPATICA SUL DISTURBO BIPOLARE II

Grazie al racconto della sua storia personale, la giornalista americana spiega come convivere con la malattia, considerata dall’OMS la sesta causa di invalidità nel mondo. A settembre e con l’inizio della stagione autunnale la fase depressiva del bipolarismo si acuisce e si registra il picco annuale di ricoveri.

Karla Dougherty ha vissuto fino ai quarant’anni tra ansia, ossessioni e paure. Dopo anni di diagnosi sbagliate e inutili cure per la depressione, ha finalmente scoperto qual era il suo problema: disturbo bipolare II. Da quel momento la sua vita è cambiata.

Il disturbo bipolare II non è una condanna e vivere bene con questa malattia psichiatrica – che si stima colpisca tra gli 1 e i 3 milioni di italiani e circa il 2-5% della popolazione europea – è possibile. Questo il messaggio che la giornalista e scrittrice americana lancia nel libro “Una Diversa Follia”, edito da Sperling & Kupfer e curato dal professor Carlo Altamura, Direttore della Clinica Psichiatrica dell’Università degli Studi di Milano.

“Mi sentivo depressa - racconta Karla Dougherty - ma questo era in contrasto con il fatto che per giorni o anche settimane avevo così tanta energia nervosa che avrei voluto imbottigliarla per usarla nei momenti in cui, al contrario, mi trovavo a strisciare”.

Grazie al toccante resoconto della sua personale lotta contro questa malattia “Una Diversa Follia” è la prima guida empatica per vivere (bene) con il disturbo bipolare II che, proprio in questo periodo, con il cambio climatico e l’inizio della stagione autunnale, si acuisce nella fase depressiva e fa registrare, ad esempio, un picco annuale di ricoveri.

“Una Diversa Follia tenta di risolvere il mistero del disturbo bipolare II: una forma più sfumata di bipolarità dalla difficile diagnosi, che alterna stati depressivi e fasi eccitatorie ed è caratterizzata da un’ansia spesso paralizzante – spiega il professor Carlo Altamura – Alla maggior parte delle persone che cercano aiuto viene, infatti, posta una diagnosi sbagliata di depressione, tanto che in media il disturbo bipolare II non è diagnosticato per almeno dieci anni e ciò causa nei pazienti una scarsa qualità di vita. Come direttore del Centro per il trattamento dei disturbi depressivi del Policlinico di Milano, ho visto molti pazienti affetti da bipolare che si rivolgevano a noi per disturbi depressivi o ansiosi”.

Senza la diagnosi corretta, chi soffre di disturbo bipolare II continuerà a vivere una vita dimezzata, carica di ansia, amarezza e potenziale irrisolto. Prima che mi fosse formulata la diagnosi, purtroppo, mi ero fatta condizionare da tutti i possibili luoghi comuni e non ero l’unica ad avere un’idea sbagliata su questo disturbo. Inoltre, mi resi conto che il mio disturbo era così personale che avevo paura di provare imbarazzo, di essere scoperta e ostracizzata. Una Diversa Follia’ nasce proprio dal bisogno di far conoscere al mondo il disturbo bipolare non in quanto forma di pazzia, come molti pensano, ma come una vera e propria malattia che può essere curata”, ha commentato Karla Dougherty.

Il libro “Una Diversa Follia” (256 pagine, 18 euro) è ora disponibile nelle librerie italiane grazie al supporto di AstraZeneca, che ha reso possibile questa iniziativa.

“AstraZeneca ha accolto con grande interesse, ma anche con grande entusiasmo – spiega Raffaele Sabia, Vice President e Direttore Medico di AstraZeneca Italiala proposta della Società Italiana di Psichiatria Biologica di dare un supporto alla traduzione italiana di questo straordinario racconto di Dougherty, che ci auguriamo possa aiutare le persone che soffrono di questa malattia e i loro familiari”.

 

“Con questa iniziativa - ha aggiunto Sabia – desideriamo supportare la conoscenza di questo disturbo, caratterizzato da lunghe sofferenze, informazioni superficiali, da stigma e falsi miti, sensibilizzando, così, le persone a chiedere aiuto a medici e specialisti. Come azienda etica e responsabile, oltre alle nostre quotidiane attività di ricerca e sviluppo di molecole efficaci e all’avanguardia, in AstraZeneca consideriamo prioritario il supporto a campagne di informazione e sensibilizzazione di alto valore. In linea con questo obiettivo sociale, l’edizione italiana del libro ospita anche uno spazio dedicato alla Linea d’Ascolto Itaca”.

“Una Diversa Follia è un mezzo per contrastare il pregiudizio verso la malattia mentale. D’altra parte Progetto Itaca è nato proprio per combattere lo stigma, per dare informazioni, per aiutare le persone che soffrono e i loro famigliari. In particolare la Linea d’Ascolto (N° verde 800 274 274) con i suoi 50 volontari offre conforto, sostegno e informazioni sulle strutture a cui rivolgersi. Riceviamo circa 15.000 chiamate all’anno, di cui circa un quarto da giovani sotto i 30 anni e due terzi da donne, che sono molto più colpite dai disturbi della salute mentale. Nei miei sette anni al telefono ricordo anche varie persone con disturbo bipolare e la loro angoscia in particolare nelle fasi depressive. L’elemento di speranza è certamente una diagnosi tempestiva (che per noi deve essere quella dello psichiatra) e le nuove terapie farmacologiche. Estendendo il sottotitolo del libro, direi che l’obiettivo di tutti noi è che sempre più persone riescano a vivere (e bene) con la malattia mentale”, dichiara Paolo Biancardi, vice presidente di Progetto Itaca.

“La mia speranza – conclude il professor Altamura – è che ‘Una diversa follia’ venga letto da coloro che finora hanno vissuto la loro vita a metà, che hanno lottato con i sintomi per anni, che hanno provato vergogna, sensi di colpa e incapacità per molto, troppo tempo”.