Il mito della saga sul Pianeta delle scimmie sembra molto vicino alla realtà, pare infatti che le scimmie possono imparare a muovere e tastare oggetti virtuali con il pensiero. Non si tratta di fantascienza, ma dei risultati di una serie di sperimentazioni condotte al Centre for Neuroengineering della Duke University di Durham (Stati Uniti) che, spiegano gli autori delle ricerche, potrebbero aprire la strada allo sviluppo di uno scheletro robotico esterno che possa essere utilizzato da chi soffre di gravi paralisi, come i tetraplegici.

A darne notizia e’ la rivista Nature in uno studio in cui si spiega come, utilizzando solo gli impulsi nervosi, due scimmie siano riuscite a muovere le mani di un personaggio al computer per tastare degli oggetti e capirne la consistenza.

Il risultato fornisce un’ulteriore conferma della possibilità, in prospettiva, di creare un esoscheletro robotico comandato direttamente dall’attività cerebrale volontaria da far indossare a pazienti gravemente paralizzati in modo che possano esplorare e ricevere un feedback dal mondo esterno.

Un giorno, in un prossimo futuro, i pazienti tetraplegici potranno usufruire di questa tecnologia non solo per muovere di nuovo braccia e mani e per camminare, ma anche per sentire la consistenza degli oggetti posti nelle loro mani, o sperimentare il fondo del terreno su cui passeggiare con l’aiuto di un esoscheletro robotico indossabile“, ha detto Miguel Nicolelis, condirettore del Centro di neuroingegneria al Duke University Medical Center e autore senior dello studio.