Ancora un caso di palese discriminazione sessuale nella nostra “bell’Italia” dell’ipocrisie e dell’omofobia, ancora una volta qualcuno che non può donare il sangue, un gesto che viene sempre pubblicizzato come gesto di grande generosità e civiltà non può essere fatto da una persona che non sia eterosessuale: squallido e triste! La povera malcapitata di turno non ha potuto donare il sangue perchè considerata a rischio in quanto vive una relazione stabile con un’altra donna da 4 mesi.

È una cosa assurda e discriminatoria nei miei confronti, ha detto la donna, impiegata in uno studio di un commercialista, che abita a Roma e convive con la sua compagna da quattro mesi. Vivo e ho rapporti stabili con lei da quattro mesi, quindi rientro nella possibilità di donare, ha osservato riferendosi al limite previsto, secondo quanto spiegato dai medici della struttura, per escludere fattori di rischio legati ai rapporti sessuali. Prima non avevo mai donato il sangue – ha raccontato – Quando sono giunta negli uffici del centro trasfusionale mi hanno fatto parlare con una persona, credo un medico, il quale mi ha fatto una serie di domande private, anche sulla mia vita sessuale. Quando gli ho detto che sono omosessuale lui mi ha risposto che purtroppo non potevo donare il sangue in quanto il mio rapporto sentimentale è considerato ‘a rischiò per la trasmissione di malattie veneree. Ma io e la mia compagna siamo una coppia normale, ci amiamo e rispettiamo come e forse più di tante altre coppie.

Mi piacerebbe che qualcuno una volta tanto facesse provare la stessa umiliazione ad un eterosessuale per fargli capire cosa si prova.

Vietare la donazione di sangue a una persona per il suo orientamento sessuale è una violazione delle norme in materia in vigore nel nostro Paese. Ci auguriamo che sull’episodio sia fatta piena luce. Lo sostengono, in una nota congiunta, il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo ed il presidente di Arcigay Roma Roberto Stocco. Non bisogna creare – aggiungono – allarmismo sociale sul tema della donazione di sangue, nell’interesse di tutti i cittadini, anche lesbiche, gay e trans, che con senso civico donano il sangue, sia per chi lo riceve. Si tratta di una questione che va affrontata dal punto di vista medico e scientifico. Come associazioni – concludono – monitoriamo costantemente le procedure e lavoriamo per evitare ogni forma di discriminazione.

Via|Ansa