Evviva, pace fatta, questione chiusa? Quale questione? Ma quella del famoso “punto G” in una donna, per anni e anni se ne è parlato, discusso, c’è chi ha detto che esiste cercando di dare una posizione particolare e chi ha sempre sostenuto che non esiste.

A mettere fine o almeno a provarci è un team di scienziati americani, che analizzando qualcosa come 100 studi pubblicati in 60 anni ha provato a fare chiarezza su uno dei misteri più fitti della sessualità femminile: la presenza di un ‘interruttore del piacere nell’organo sessuale femminile, una sorta di area nascosta a forma di fagiolo, dalla cui stimolazione dipenderebbe la felicità completa di una donna sotto le lenzuola. Dal 1950, quando il punto G è stato descritto per la prima volta dal ginecologo tedesco Ernst Grafenberg, sulla reale esistenza del punto G si è scatenata un’accesa querelle scientifica fatta di conferme e smentite a stretto giro.

Sarà davvero finita qui?