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In occasione del secondo Slow Food Day un viaggio ideale lungo la  penisola alla scoperta degli eventi organizzati nelle tre storiche capitali italiane: Torino, Firenze e Roma. Cibo e cambiamenti climatici, con un’attenzione particolare quindi ai prodotti di filiera, al rapporto diretto con i produttori e all’educazione alimentare. Questi i temi sotto i riflettori il 26 maggio in 300 piazze italiane. Molte le occasioni di confronto e discussione con i responsabili Slow Food delle Condotte, che distribuiranno gratuitamente Fulmini e polpette, la nuova guida di Slow Food alle buone pratiche per una dieta amica del clima. Ma anche laboratori per riscoprire i sapori dell’infanzia, come burro e miele, imparare a lavorare i prodotti e assaggiare cibi poco conosciuti e tutelati dalle piccole comunità.

La nostra giornata inizia al mercato di Piazza Madama Cristina, dove incontrare i prodotti del nostro territorio atttraverso tre visite guidate tra i banchi. Seguono due laboratori per imparare a leggere le etichette e scegliere consapevolmente il nostro cibo quando andiamo a fare la spesa, esordisce Leo Rieser, fiduciario della Condotta Slow Food di Torino. Nel pomeriggio ci si sposta invece alla Casa del Quartiere di San Salvario, spazio multiculturale di scambio e confronto, per incontrare i responsabili di una cooperativa agricola, capire in cosa consiste il loro lavoro e partecipare a un laboratorio sulla pasta artigianale. Il ricavato della giornata, allietato da intermezzi musicali, sarà devoluto alla Fondazione Terra Madre.

Scendendo lungo la penisola, giungiamo alla seconda capitale italiana: Firenze. Quest’anno le attività dello Slow Food Day si concentrano all’interno della fiera Terra Futura, la mostra-convegno che riunisce ogni anno le migliori proposte degli attori impegnati nella costruzione di un futuro sostenibile e più equo per tutti.

Ed infine l’ultima tappa del nostro viaggio nella storia d’Italia: Roma. Paola Rocchi Soffici, responsabile educazione Slow Food Roma, ci presenta la giornata, organizzata in uno spazio davvero suggestivo: l’Hortus Urbis, l’antico orto romano situato nel parco dell’Appia Antica, al cui recupero partecipa anche Slow Food.