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“Guapp’, guapptiell’ e guapp’ e cartone”
Gennaro Fiorillo – “Gli occhi d Zaira

Fiorillo rappresenta ne “Gli occhi di Zaira” la pantomima di monna Camorra: amore, intrighi, sesso, droga, armi, regolamenti di conti localizzati nella provincia di Castellammare di Stabia. La trama risponde pienamente alle aspettative del lettore ormai avvezzo alle dinamiche camorristiche: c’è la donna schiavizzata, il trafficante d’armi, il boss della zona col figlio inetto giuda e traditore e il protagonista Tony Montella che riecheggia il ben più noto Tony Montana di Scarface.

Tony si inoltra nel favoloso mondo della camorra, ma ha il cuore buono e la gente lo ama perché è giusto, è un robin hood, un giustiziere della notte, ha una morale lui: se lo stato manca deve interviene sua sorella illegittima miss camorra a dettar legge.

Fiorillo è stato bravo perché di questo sistema malato ci ha proposto non solo il cuore ma soprattutto il corpo.
Il cuore è fatto di onore, rispetto, potenza, virilità. Il corpo fatto di un’esteriorità di voci e pensieri della gente. La gente ama il proprio boss perché mantiene le strade pulite, è un operatore ecologico sociale: sì, a droga e armi ma non nella sua zona, spara, uccide, taglia e cuce ma solo per regolamentare conti, mette la città a ferro, fuoco e fiamme ma dice il rosario alla madonna.

Una lettura piacevole e divertente, il sorriso beffardo sopraggiunge ovviamente e deve sopraggiungere : “Dio perdona, Tony Montella no” e neache noi perdoniamo.
Noi lettori intelligenti leggiamo e ridiamo, non sacralizziamo i falsi miti dell’onore.
Noi lettori intelligenti leggiamo e meditiamo che, se c’è qualcuno che si riconosce tra quelle righe, che vogliono semplicemente mostrare ciò che accade in certe zone, bhé..ha seri problemi mentali.

recensione di: Teresiana Nocera